Archivio Giovanni Vailati

Come lavorava

Le carte conservate nel Fondo Vailati consentono di far luce, oltre che sui molteplici aspetti della vita, della produzione e dei rapporti di Vailati, anche sulle sue modalità di lavoro; ovvero su come, a partire da un’idea, una lettura, uno scambio di battute, si formasse, nel filosofo, l’intenzione di occuparsi di questo o di quel tema, di intervenire nel dibattito pubblico, di contribuire con saggi e recensioni; e di come, poi, questa intenzione prendesse forma, dai primi appunti e schizzi manoscritti sino alle bozze e agli estratti a stampa.

Le carte conservate nel Fondo Vailati consentono di far luce, oltre che sui molteplici aspetti della vita, della produzione e dei rapporti di Vailati, anche sulle sue modalità di lavoro; ovvero su come, a partire da un’idea, una lettura, uno scambio di battute, si formasse, nel filosofo, l’intenzione di occuparsi di questo o di quel tema, di intervenire nel dibattito pubblico, di contribuire con saggi e recensioni; e di come, poi, questa intenzione prendesse forma, dai primi appunti e schizzi manoscritti sino alle bozze e agli estratti a stampa.

I taccuini sono testimoni infatti, in prima istanza, delle fonti di Vailati, delle letture alla base della sua formazione e del suo lavoro. Registrando una gran mole di dati bibliografici, di letture portate a termine o solo programmate, di excerpta, di annotazioni e riassunti, i quadernini forniscono informazioni preziosissime sulla conoscenza da parte di Vailati di certi autori, opere e correnti filosofiche e sull’utilizzo poi fatto di queste in sede di composizione.

La trascrizione di un passo – risalente anche a molto tempo prima – o un’indicazione bibliografica, forniscono il pungolo per la stesura di un articolo o per una considerazione specifica all’interno di un contesto più ampio di scrittura. L’occasione può venire però anche da un dialogo, uno scambio di opinioni in un caffè, che i Notes in qualche caso riportano.

Prende allora corpo, in una forma dapprima solo abbozzata, la linea direttrice dell’intervento messo in cantiere, attraverso appunti molto brevi e schematici, che lasciano poi spazio a testi più ampi e ponderati, intervallati da formule e tentativi di dimostrazioni, oppure da citazioni.

Man mano prende corpo il progetto, trasformandosi in una forma testuale più strutturata e omogenea, per giungere sino a una copia in pulito dell’articolo/nota/recensione, pronta da inviare allo stampatore.

Manoscritto pronto per la stampa.

Il lavorìo di Vailati sul testo non si conclude a questo livello però. Le modifiche operate sulle bozze – conservate anche in triplice giro –, meticolosamente indicate (vista la presenza di formule e connettori logici, come di citazioni da diverse lingue antiche e moderne), non si riduce al rinvenimento di refusi o al perfezionamento stilistico; anche elementi sostanziali entrano in gioco.

Il ripensamento del testo e il confronto con esso sono da inquadrare a diversi livelli. V’è testimonianza, nell’epistolario, di un modo di procedere che era sì comune ai tempi di Vailati, ma che, per il matematico-filosofo cremasco, risulta particolarmente pronunciato: composto il testo per la stampa, Vailati ne invia copia a diversi interlocutori, per averne una valutazione, dei suggerimenti e per intessere un dialogo; proficuo certo per il miglioramento del contributo, ma anche finalizzato alla sua migliore penetrazione all’interno della comunità scientifica. Così, in base alle indicazioni ricevute – e variamente giudicate – Vailati ripensa a tesi enunciate e metodi utilizzati, soppesa le obiezioni; in definitiva cerca di riprodurre, su carta, quel dialogo aperto, proficuo e schietto, anche nel disaccordo, che bramava e riteneva essenziale – negli incontri di persona, ai convegni, nelle commissioni –  per un avanzamento della conoscenza.

Le reti di rapporti tra le diverse forme del testo e tra le opinioni trasmesse – per lettera o a voce – costituiscono l’ordito e la trama della produzione vailatiana, che può, grazie a quanto ci è giunto delle sue carte, essere maggiormente ed efficacemente carpita.

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Cartolina inviata a Vailati da Tullio Levi Civita in merito al suo articolo sulla definizione della massa.