Archivio Giovanni Vailati

Ritratto dai suoi contemporanei

Le attestazioni di stima, lode e amicizia non mancarono a Vailati da parte dei contemporanei.

Le attestazioni di stima, lode e amicizia non mancarono a Vailati da parte dei contemporanei. Trattenne con moltissime personalità, alcune di rilevanza storica determinante, un intenso scambio di lettere, nelle quali, molto spesso, l’informazione spicciola e lo scambio di cortesie, lasciava spazio a una vera discussione teorica, aperta alle obiezioni e costruttiva nel ricercare una sintesi con le posizioni dell’interlocutore.

Ricchissimo per il livello scientifico e culturale degli argomenti in esso contenuti, come anche per le dimensioni, l’epistolario di Vailati, – è stato da più parti sottolineato – è uno dei più importanti del panorama filosofico italiano vista anche la sua apertura internazionale. Molti dei suoi carteggi più significativi sono stati pubblicati nel corso degli anni e un progetto di censimento di tutti i corrispondenti era stato avviato più di un decennio fa, tuttavia ancora del lavoro rimane da fare; soprattutto in vista della connessione dei carteggi tra loro e con quelli a essi correlati (epistolari di corrispondenti vailatiani), oltre che in funzione della giusta valorizzazione di quelli rimasti ancora inediti (o sconosciuti).

Informazioni aggiornate sullo stato degli studi sulle lettere vailatiane, in uscita e in ingresso, viene fornito nella sezione Studi vailatiani e nella bibliografia corrispondente, in cui si trova indicazione sia delle avvenute pubblicazioni sia degli interventi critici su singoli carteggi o gruppi di questi.

Di seguito invece si presenta testimonianza, certamente parziale ma significativa, dell’impronta lasciata da Vailati su chi lo conobbe direttamente. Furono amici, colleghi o solo collaboratori, ma tennero tutti a rimarcare di averlo incrociato sulla loro strada. Intercalate ai testi alcune scansioni di missive provenienti dal Fondo Vailati, sintomatiche dell’ampiezza e della rilevanza dei suoi rapporti scientifici. 

Vailati ritratto dai suoi contemporanei

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Testimonianza di Umberto Ricci

"Matematico, fisico, storico della meccanica, filosofo, glottologo, economista, sociologo, pedagogista, Giovanni Vailati fu un ingegno scintillante e proteiforme, che signoreggiava molti rami dell’umano sapere e faceva dall’uno all’altro così rapidi e brillanti passaggi, da sorprendere ogni ascoltatore.

Ma quando si fosse scritto un lungo articolo per elogiare la sua mente un altro se ne dovrebbe scrivere, non meno lungo, per celebrare la bontà del suo cuore. Carattere eccezionale di adolescente ingenuo, egli s’innamorava di tutte le cose veramente belle e originali. […] Mai un sentimento che non fosse nobile e generoso offuscò l’anima serena di Giovanni Vailati, mai una parola amara, pungente o intollerante partì dal suo labbro. Egli amava e ammaestrava gli uomini come un savio della Grecia antica, attirava a sé i giovani come i vecchi, regalava libri, consigli, avvertimenti, era felice quando poteva presentare l’uno all’altro due studiosi che non si conoscessero."

Umberto Ricci

Ritratto dai suoi contemporanei

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Cartolina da Gottlob Frege a Giovanni Vailati. 20 marzo 1904

Sehr geehrter Herr Professor!
Besten Dank für die mir gesandte Abhandlung und Ihren Brief, auf den ich später ausführlicher zurückzukommen gedenke. Viele Nichtdeutsche sind Mitglieder der Deutschen Mathematiker-Vereinigung. Wenn Sie aufgenommen werden wollen, können Sie Sich an Herrn Prof. Dr. Gutzmer in Jena wenden.
Hochachtungsvoll Ihr ergebener
G. Frege
Jena, d. 20. März 1904
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Gentilissimo Signor Professore!
La ringrazio molto per il saggio che mi ha inviato e per la sua lettera, sulla quale intendo tornare più dettagliatamente in seguito. Molti non tedeschi sono membri della Deutschen Mathematiker-Vereinigung. Se lei vuole essere ammesso, può rivolgersi al Prof. Dr. Gutzmer a Jena.
Rispettosamente il suo devoto,
G. Frege
Jena, il 20 marzo 1904.

Ritratto dai suoi contemporanei

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Cartolina da Moritz Cantor

Heidelberg, 5 October
1897
Sehr Geehrte Herr College!
Die mier gütig übersandte Abhandlung aus den Veröffentlichungen der Turiner Akademie „Il principio dei lavori virtuali da Aristotele a Erone d’Alessandria“ habe ich erhalten und beeile mich Ihnen meinen Dank dafür anszusprechen.
Hochachtungsvoll
Moritz Cantor
______________

Heidelberg, 5 ottobre
1897
Gentilissimo Signor Collega!
Ho ricevuto il saggio delle edizioni dell’Accademia [delle Scienze] di Torino “Il principio dei lavori virtuali da Aristotele a Erone d’Alessandria” che mi è stato gentilmente inviato e mi affretto per questo a ringraziarLa.
Rispettosamente
Moritz Cantor

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Testimonianza di Giuseppe A. Borgese

"Era filosofo, perché amava sobriamente e candidamente la vita; perché seppe preferire l’oscurità e la decente penuria del suo Istituto Tecnico alle alte posizioni che si conquistano sacrificando quasi sempre la propria indipendenza ideale, molto spesso anche la propria dignità ideale. Perché infine fu signorilmente largo della sua dottrina e della sua bontà con gli amici; e seppe coltivare il giardino della scienza non per gli alberi utili da cui pendono gli onori e le comodità materiali, ma per i fiori di bellezza e di luce ch’esso promette al libero viandante."

Giuseppe Antonio Borgese

Ritratto dai suoi contemporanei

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Cartolina da Benedetto Croce

[Napoli, 20 luglio 1900]
Carissimo amico,
Andando a Parigi, vedrete di certo il Dejob e il Sorel. Vi prego di fare all’uno e all’altro i miei saluti.
Dateci notizie del congresso filosofico.
Saluti
Vostro
B. Croce

Ritratto dai suoi contemporanei

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Un giudizio su Vailati
sul Journal of Philosophy, Psychology and Scientific Methods

"Professor Vailati, it may be added, was one of the foremost among the banld of Italians who have taken an active interest in the progress of philosophic thought in America, and will be recalled by readers of this Journal as a valued contributor to its pages, his articles entitled “The Attack on Distinctions” and “On Material Representations of Deductive Processes” having appeared in its volumes for 1907 and 1908, respectively."

Ritratto dai suoi contemporanei

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Giudizio sulla «Revue de Métaphysique et de Morale»

"Sa pensée prenait naturellement la forme de ces innombrables éludes critiques, portant sur des problèmes d’économie politique de mathématiques, de linguistique, de psychologie, d’histoire des sciences, qu’il publiait de tous côtés; elle aimait à se répandre en ces libres conversations qui lui ont fait tant d’amis, en Italie comme hors de son pays natal. Il répugnait aux systèmes: en cela seul consistait son «pragmatisme» […]."

Ritratto dai suoi contemporanei

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Cartolina da Vilfredo Pareto

Céligny li 30 Giugno 1901
Caro prof. Vailati
Le sono grato di non dimenticarmi e di mandarmi le cose sue, che leggo sempre con piacere.
Non le capiterà di passare per la Svizzera quest’estate? Sarei lieto se ella potesse venire a stare qualche giorni [sic] da me.
Sto terminando il mio libro Les systémes socialistes che sarà pubblicato a Parigi. Credo che verrà fuori nel 1902 e le manderò subito una copia. Vedrà che è scritto con intendimento assolutamente scientifico, lasciando fuori ogni intento di propagada.
Mi creda sempre
Aff.mo
Vilfredo Pareto

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Testimonianza di Giovanni Papini

"[Vailati] viaggiò molto, sia per conoscer gente nuova, sia per recarsi a congressi o a visitare scuole o biblioteche: fu più volte in Francia, in Inghilterra, in Germania, Danimarca, Austria, Ungheria, Grecia. Predilesse, fra i popoli, i Greci."

"Fu lettore assiduissimo e annotatore instancabile e pur pareva che non facesse nulla perché sempre era insieme con qualcuno, in casa o fuori, per discorrere dei pensieri suoi favoriti. Stava lunghe ore nei caffè e desiderava sempre conoscere uomini nuovi e studiarli. […]."

"Fu orgoglioso della sua mente e delle sue idee ma non vanitoso e non si perse dietro alle ambizioni dei più."

"Non ebbe nemici."

Giovanni Papini

Ritratto dai suoi contemporanei

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Testimonianza di Luigi Einaudi

Nel fascicolo di settembre-ottobre 1930 dei «Nuovi Studi di Diritto, Economia e Politica», in una lettera aperta di Luigi Einaudi a Rodolfo Benini (Se esista, storicamente, la pretesa repugnanza degli economisti verso il concetto dello Stato produttore) in una nota a p. 303 si legge: «Se io possedessi la meravigliosa facoltà che in sommo grado aveva il compianto amico Vailati di tradurre una qualche teoria dal linguaggio geometrico in quello algebrico, da quello edonista in quello della morale kantiana, dalla terminologia economica pura normativa in quella applicata precettistica, potrei tentare di ritradurre la pagina dello Spirito nella formalistica tua, ossia economistica classica.

Luigi Einaudi, dai Quaderni del carcere di Antonio Gramsci

Ritratto dai suoi contemporanei

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Testimanianza di Vito Volterra

"Egli era un fenomeno singolare, forse unico, nel mondo in cui oggi viviamo. Desiderava nascondersi in una posizione modesta, temeva quanto potesse metterlo in vista, fuggiva con ingenuo spavento qualsiasi occasione potesse spingerlo in alto; e tutto ciò mentre le sue idee si spargevano e divenivano sempre più feconde, mentre l’influenza che andava esercitando intorno a sé colle parole e con gli scritti si allargava in una cerchia sempre più vasta, mentre si faceva sempre più grande l’ammirazione verso di Lui e la sua figura ingigantiva."

Vito Volterra

Ritratto dai suoi contemporanei

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Cartolina da Giuseppe Peano

Torino 16.X.06.
Caro amico,
Grazie della cartolina collettiva, e ti prego ringraziare gli amici Vacca e Papini. Non so come sia andata a finire la riforma della scuola media. Vidi a Milano il Salvemini; ma egli era troppo occupato, e non potei discorrere. Se mi dai qualche informazione o mi mandi qualche pubblicazione mi farai piacere. Dammi anche l’indirizzo di Vacca. Io sto per principiare l’anno scolastico.
Tuo aff.mo
G. Peano

Ritratto dai suoi contemporanei

Ritratto dai suoi contemporanei

Ritratto dai suoi contemporanei