Archivio Giovanni Vailati

Struttura Archivio

Il Fondo Giovanni Vailati, nella sua parte propriamente archivistica – per una descrizione del fondo librario giunto in Statale con le carte del filosofo si veda la sezione dedicata nel portale Archivi dell'Università degli Studi di Milano –, è stato suddiviso in sei sezioni o macro-suddivisioni.

Frontespizio della cartella con l'elenco del Fondo Vailati

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Il Fondo Giovanni Vailati, nella sua parte propriamente archivistica – per una descrizione del fondo librario giunto in Statale con le carte del filosofo si veda la sezione dedicata nel portale Archivi dell'Università degli Studi di Milano –, è stato suddiviso in sei sezioni o macro-suddivisioni.

Nella prima trova posto tutto quanto giunto sino a noi della sua vasta Corrispondenza: le lettere e le cartoline che gli interlocutori fecero pervenire a Vailati, per comunicargli qualcosa, per avere un parere sui loro scritti o sulle loro idee, o anche solo per chiedere, o dare, qualche indicazione di lettura. Vi è conservato poi anche del materiale non propriamente epistolare e non in originale: per esempio i biglietti da visita o gli estratti mandati in visione, oppure le fotocopie di pubblicazioni di carteggi acquisite negli anni successivi alla donazione.

L’ordinamento interno è scandito dall’ordine alfabetico dei mittenti, il cui elenco disegna,  icasticamente, quella trama di relazioni che vide il filosofo membro attivo della comunità scientifica del suo tempo e personalità profondamente connessa con i suoi rappresentanti. È soprattutto la corrispondenza in entrata a trovare posto nei faldoni, tuttavia qualche minuta autografa degna di nota si è conservata, come pure riproduzione fotostatica di lettere di Vailati reperite in altri contesti archivistici.. Come spesso accade, non tutto quanto si trova nei faldoni versa in perfette condizioni di conservazione e non di tutte le lettere è stato possibile rinvenire il soggetto produttore. Vailati era in rapporti non solo con alcune delle massime personalità culturali della sua epoca, ma anche con figure a noi completamente estranee o sui cui il tempo ha fatto cadere il velo dell’oblio: conoscenti della piccola cerchia delle frequentazioni familiari o professionali, ex allievi, oppure studiosi i cui contributi non risultarono particolarmente influenti. Completano perciò la sezione della corrispondenza lacerti di cartoline postali, di elenchi di indirizzi o di nomi di pugno di Vailati; così come inviti a congressi, banchetti, inaugurazioni e pubblicità, comunicazioni di istituti di cultura, editori, riviste, antiquari; fatture e ricevute bancarie e buste vuote.

Al secondo gruppo, i manoscritti, appartiene un insieme di carte piuttosto eterogeneo, sia guardando alla destinazione che al loro valore intrinseco. Di seguito ai quaderni scolastici di Vailati e dei suoi famigliari, risalenti sino all’inizio del XIX sec., trovano posto infatti i cosiddetti Notes, piccoli brogliacci, spesso non più grandi di un formato A6, utilizzati dal filosofo, a partire dagli anni ’80, come agenda o promemoria – numerosi sono gli elenchi di indirizzi, di nominativi a cui mandare in visione estratti, come pure le annotazioni spicciole per la vita quotidiana –, ma anche, e soprattutto, come strumento della prima fase del lavoro – schizzi di idee da sviluppare, abbozzi di dimostrazioni, trascrizione di dialoghi con amici e conoscenti – e raccolta di indicazioni bibliografiche, nude oppure corredate da brevi giudizi o, in qualche caso, ampie disamine. Vi sono poi i fascicoli dello schedario personale, che presentano una strutturazione tematica che riproduce quella già in parte esistente all’arrivo dell’archivio a Milano. Scorrendo l’elenco si potranno così incontrare i titoli di queste raccolte, più o meno omogenee, che accolgono approfondimenti su autori o singoli problemi, stesi in vista di un loro utilizzo per lavori scientifici o didattici. Multiforme, anche qui, il campo di interessi vailatiani: «Anarchia», «Calderoni», «Sulle coniche», «Dubbio», «Etimologie», «Morte», «Musica», «Originality», «Wirtschaft». Chiudono la sezione due sottogruppi di documenti di interesse più pedagogico. Il materiale didattico, che raccoglie appunti e dispense per le lezioni tenute all’Università di Torino o nelle sedi dell’insegnamento medio, e una grande quantità di carte, comprese sotto la nomenclatura Atti, relative all’ultimo grande impegno pubblico di Vailati, la Commissione reale per la riforma della scuola secondaria.

Il titolo della terza sezione, materiale per la stampa, rimanda immediatamente alla natura e alla destinazione delle carte, rivolte alla preparazione e alla predisposizione di lavori poi pubblicati. Si passa da fascicoli molto scarni, con solo poche pagine di appunti, magari anche tachigrafici e solo abbozzati, alla restituzione di tutte le fasi elaborative di un testo: appunti con varianti, versione in pulito e giri di bozze, attraverso le quali è possibile ricostruire tutte le trasformazioni che le lezioni date alle stampe hanno subito durante la stesura.

Le ultime tre sezioni, Estratti, Nuove acquisizioni, e Atti relativi al fondo, hanno uno statuto particolare rispetto a quelle precedenti. Se la prima è accostabile al fondo librario vero e proprio, comprendendo gli estratti degli articoli pubblicati da Vailati o quelli di altri autori da lui reperiti oppure a lui inviati (qualche volta recanti marginalia), le altre due sono costituite da documentazione, acquisita successivamente, che ruota attorno alla figura di Vailati – copie di pubblicazioni su di lui, tratte dai suoi carteggi ecc. – e al fondo archivistico vero e proprio – donazione, attività scientifica e archivistica svolta su e a partire da esso.

Per approfondire:

Y. Gallo, L. Natali, Nuove iniziative sul Fondo Vailati, in «Rivista di storia della filosofia», LXXV (2020), pp. 873-879.

https://archivi.unimi.it/oggetti/IT-UNIMI-ST0094-000001_giovanni-vailati/#!?currentPage=0&keywords=giovanni%20vailati (si vedano in particolare i Criteri di ordinamento).

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